Notizie dalla UE

Finanziamenti per lo sviluppo rurale

Il Comitato per lo Sviluppo rurale ha approvato una prima serie di proposte presentate dagli Stati membri o dalle Regioni per l’utilizzo dei nuovi finanziamenti stanziati dall’Unione europea a favore dello sviluppo rurale. Gli Stati membri/le Regioni in questione hanno proposto modifiche dei rispettivi Programmi di sviluppo rurale (PSR) per integrarvi i fondi aggiuntivi sbloccati dalla “Valutazione dello stato di salute della Politica agricola comune” e dal Piano europeo di ripresa economica (PERE) varato nel novembre del 2008. In seguito alla “Valutazione” verranno assegnati agli Stati membri/alle Regioni finanziamenti supplementari per 3,4 miliardi di euro, da spendere nel quadro dei PSR durante il periodo 2010-2013 per una o più delle seguenti priorità: cambiamenti climatici; gestione delle risorse idriche; energie rinnovabili; biodiversità; ristrutturazione del settore lattiero-caseario, nonché innovazione in relazione alle sopraelencate priorità.
Il PERE sbloccherà un altro miliardo di euro, da investire durante lo stesso periodo nello sviluppo della banda larga nelle zone rurali o in una o più delle suddette priorità.

In questo primo round sono state approvate le proposte di spesa di cinque Stati membri, per un totale di 244,5 milioni di euro. I paesi interessati sono Austria (97 milioni), Finlandia (67 milioni), Cipro (2 milioni), Regno Unito (40,1 milioni per l’Irlanda del Nord) e Italia (38,3 milioni per le Regioni Toscana e Sardegna).

Ultimo Aggiornamento: 28/10/2009

multilinguismo

Una nuova piattaforma della società civile volta alla promozione del multilinguismo ha tenuto  a Bruxelles la sua riunione costitutiva. Obiettivo principale della piattaforma è promuovere un dialogo permanente tra la Commissione e la società civile in merito ai diversi aspetti della politica di multilinguismo. Tra i membri della piattaforma vi sono rappresentanti del mondo dell’istruzione e della cultura, dei mass media e di altre organizzazioni della società civile, quali il Club di Madrid e la Fondazione Yuste. La piattaforma della società civile per promuovere il multilinguismo costituirà una tribuna per lo scambio di buone pratiche rivolta al mondo dei media, alle organizzazioni culturali e agli attori dell’istruzione non formale e informale. L’obiettivo è incoraggiare il dibattito pubblico sul modo migliore per promuovere un uso più ampio di lingue diverse. Tra i destinatari privilegiati dei lavori della piattaforma vi sono i giovani che hanno abbandonato la scuola, le persone in formazione, gli anziani e gli immigrati.
La piattaforma svilupperà anche proposte da sottoporre ai governi nazionali nell’ambito della loro cooperazione sulle questioni del multilinguismo correlate all’istruzione e alla formazione.
Invito a manifestare interesse in relazione alla piattaforma della società civile per promuovere il multilinguismo.

Ultimo Aggiornamento: 28/10/2009

Allargamento

Il parlamento islandese ha approvato la richiesta di adesione all'Ue che dovrebbe essere presentata alla presidenza svedese in occasione dell'incontro del consiglio a Stoccolma a fine luglio. La strada dell'Islanda verso Bruxelles non sembra sia priva di ostacoli.
Il premier islandese si è impegnato vigorosamente per questo risultato dopo il collasso finanziario del paese.  l'Islanda, per la quale ci si chiede se il paese non possa beneficiare di una procedura accelerata,  è quasi un membro de facto dell'Unione grazie all'accordo EEA, che ha introdotto l'isola nel mercato comune senza però rappresentanza presso le istituzioni.
A Bruxelles le prospettive sono incoraggianti. Il presidente José Manuel Barroso, vede nel voto islandese la prova della "vitalità del progetto europeo" e della "speranza rappresentata dall'Europa".
Il via libera da Bruxelles dovrebbe comunque essere sottoposto all'approvazione dei 180mila elettori islandesi mediante referendum anche se il sostegno all'adesione è stimato al 61 per cento.
Ultimo Aggiornamento: 29/07/2009

Fondi Europei

La Commissione, nel tentativo di aiutare le Regioni nel far fronte alle difficoltà della crisi economica in atto,  ha adottato nuove misure volte a semplificare le regole di gestione relative alla politica di coesione. Le misure riguarderanno il Fondo sociale europeo (FSE). Più nello specifico, la Commissione potrà rimborsare il 100 per cento dei costi dichiarati dagli Stati membri per quanto riguarda i progetti finanziati dal FSE nel 2009 e il 2010.
Le novità annunciate contribuiranno a facilitare l'attuazione di 455 programmi pianificati nel periodo 2007-2013 nell'ambito della politica di coesione. L'investimento complessivo in questi progetti è pari a 347 miliardi di euro, ovvero più di un terzo del bilancio comunitario. Lo scopo è quello di accelerare i flussi di investimenti diretti soprattutto a coloro che sono più colpiti dalla crisi.
Tra le misure proposte vi è quella secondo la quale nel 2009 e nel 2010 la Commissione potrà rimborsare, su domanda degli Stati membri, il 100% dei costi pubblici dichiarati dagli Stati membri per i progetti finanziati dal FSE.
Inoltre la Commissione propone di costituire una sola categoria di "progetto rilevante": la soglia oltre la quale è richiesta l'approvazione della Commissione sarà di 50 milioni di euro per tutti i settori, cosicché i progetti ambientali di portata più modesta potranno essere avviati più rapidamente. Saranno altresì incoraggiati progetti legati all'efficienza energetica e all'utilizzo di fonti di energia rinnovabili nell'edilizia.
Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) potrà sostenere la ristrutturazione e la costruzione di alloggi a favore di categorie di cittadini particolarmente svantaggiate. Infine, sono stati proposti meccanismi per semplificare il disimpegno delle somme stanziate.
Ultimo Aggiornamento: 29/07/2009

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